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Come sostituire il sale

02-11-2023 22:12

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Come sostituire il sale

Il sale da cucina (cloruro di sodio) rappresenta la maggiore fonte di sodio della nostra dieta, nutriente essenziale per il mantenimento del volume pl

Il sale da cucina (cloruro di sodio) rappresenta la maggiore fonte di sodio della nostra dieta, nutriente essenziale per il mantenimento del volume plasmatico, l’equilibrio acido-base, la trasmissione degli impulsi nervosi e il normale funzionamento cellulare. 

Ciononostante, un consumo eccessivo di sale favorisce, l’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa, aumenta il rischio per alcune malattie cardiache, dei vasi sanguigni e dei reni. Un elevato consumo di sodio è inoltre associato ad un rischio più elevato di tumori dello stomaco, a maggiori perdite urinarie di calcio, implicate nell’aumento del rischio di osteoporosi. Tutti i tipi di sale (diversi colori) risultano dannosi per la salute, Di conseguenza, ridurrene gli apporti può essere un’importante misura di prevenzione primaria e secondaria. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di consumarene meno di 5 grammi al giorno, corrispondenti a circa 2 grammi di sodio. In Italia l’apporto di sodio della dieta proviene per circa 2/3 dagli alimenti: più del 50% pane e prodotti da forno, formaggi, salumi; solo il 10% naturalmente presente. La quota dicrezionale che aggiungiamo ai piatti rappresenta circa 1/3 dell’introito. Considerando che il consumo medio supera i 10g al giorno (il DOPPIO), ridurre o anche eliminare la sola aggiunta discrezionale ai piatti potrebbe non essere sufficiete. 

Bisogna operare scelte consapevoli, leggendo le etichette, soprattutto riguardo i prodotti da forno (biscotti, crackers, grissini, ma anche merendine, cornetti ecereali da prima colazione, ecc.) perché vengono consumati tutti i giorni, riducendo inoltre la frequenza di consumo dei prodotti trasformati e conservati che hanno un contenuto elevato di sale.

La riduzione dell’apporto giornaliero non è difficile, soprattutto se avviene gradualmente, poiché il gusto si adatta facilmente ed è quindi possibile rieducarlo a cibi meno salati entro pochi mesi, o addirittura settimane. Durante questo periodo di transizione, erbe, spezie aromatiche, succo di limone e aceto possono sostituire il sale migliorando le qualità organolettiche e la palatabilità degli alimenti.

Altri consigli utili per ridurne il consumo:

-Diminuire progressivamente l’uso sia a tavola che in cucina.

-Preferire il tipo arricchito con iodio (minerale essenziale per il funzionamento della tiroide).

-Non aggiungere nelle pappe dei bambini, almeno per tutto il primo anno di vita.

-Eliminare l’uso di condimenti contenenti sodio (dado da brodo, ketchup, salsa di soia,senape, ecc.)

-Scegliere, quando disponibili, prodotti a basso contenuto (pane senza sale, tonno in scatola a basso contenuto di sale, ecc.)

Nutrizionista Chinesiologo su Roma

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